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Porterò la mia Cina con me

(racconto basato su una storia vera) « Quando tornerò, nonna? » « Oh, piccola, te l'ho detto ieri... » « Ma io voglio tornare presto! » « Tornerai quando sarai un grillo che conosce il suo canto. » « Allora non devo nemmeno partire. Ascolta: griii griii griii! » « Lusha... » « Non chiamarmi Lusha, io sono il tuo grillo! Griii griii. » « Va bene, grillo, ora dormi. Domani ci sarà molto da fare. » La nonna esce dalla camera in punta di piedi per non svegliare gli altri nipoti, che dormono già. Lusha chiude gli occhi ma non riesce a stare ferma. Domani sarà l'ultimo giorno a Fujian, l'ultimo a casa dei nonni, l'ultimo in Cina. Domani tornerà in Italia con la sua famiglia, arrivata la settimana precedente a prenderla. Lusha è nata a Napoli, come suo fratello maggiore. I suoi genitori, a quel tempo, lavoravano in una fabbrica di abbigliamento insieme a decine di connazionali. In Cina non c'è lavoro per tutti, così bisogna arrangiarsi altrove. ...

Senza attendere una risposta

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Si incrociano all'entrata del parco, lei per mano alla mamma, che trascina con passo lesto verso l'area dei giochi, lui seduto sulla panca del vialetto alberato. L'uomo ha passato le sessanta primavere, la bambina sta vivendo la sua quinta estate. Attorno a loro luce, ombra fresca, eco di voci lontane, profumo d'erba tagliata da poco e canti d'uccelli. La ghiaia scricchiola sotto i piedi frementi della bimba, sovrastando il fruscio del foglio che lui, a testa china, stropiccia fra le mani. Mamma e figlia spariscono in silenzio oltre la siepe e l'uomo rimane a fissare i ciottoli con le braccia abbandonate sulle cosce. Lo ridestano dal torpore due sandali in movimento. Quando solleva il capo vede la bambina passargli davanti, diretta verso la fontanella. Corre, ma appena supera la sua panchina, inciampa in una radice sporgente e cade in avanti. È a pochi centimetri da lui, sulla destra, e trattiene visibilmente le lacrime osservando il graffio su...